VERGATOPOLI
Ogni contesto sociale ha i suoi problemi, questo è certo.
Le grandi città devono affrontare numerosi quesiti e gestire la popolazione e il loro benessere. Le nazioni discutono tra loro di geopolitica, denaro, territori, risorse, clima e guerre. Da qualsiasi distanza guardiamo il mondo le dinamiche sono le stesse, piccole o grandi che siano. Poi ci sono i paesini, quelli che in Italia amiamo perché sono ricchi di storia e tradizione. Prendo ad esempio Vergato in provincia di Bologna, ma qualsiasi altro paese sarebbe andato bene, ridimensioniamo i problemi, le quantità e i poteri forti in base al piccolo territorio.
Che differenza c’è tra una discussione del G8 e quella della giunta comunale?
L’essere umano è sempre il cardine che “move il sole e l’altre stelle” con il bisogno irrefrenabile di dover per forza “dire la sua”, in piazza, al parco o al bar si urlava di politica e altre materie, fingendosi esperti perché “me lo ha detto un mio amico”. Ora con la tastiera del PC davanti alla faccia, digitiamo fortissimo sui social le stesse congetture poco approfondite che si dicevano una volta, con la differenza che ci sentiamo meno vulnerabili perché protetti da un filtro digitale che ci illude di essere “qualcosa” nel sistema ma non fa altro che mettere in luce tutta la nostra superficialità e ignoranza.
I problemi di un piccolo paese sono piccoli problemi?
Come in un gioco da tavolo, camminiamo tra le vie leggendo quello che tutti diciamo, senza preoccuparci del fatto che ciò che scriviamo sui social ha un peso anche nella vita vera e ci descrive per quello che siamo, ovvero persone superficiali.
Category: Street Art

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